RAPPORTO SULL’AUTISMO DELL’EFP 2025

Nella École de la Cause freudienne (ECF) 

Di Ligia Gorini 

Nel 2025, la politica francese sull’autismo e il disturbi del neurosviluppo (TND: autismo, dys, ADHD, TDI) si è concentrata su: 

  • Individuazione precoce generalizzata: esami a 9 mesi e 6 anni su tutto il territorio, mobilitazione dei pediatri, PMI e medici di base. 
  • Sviluppo dei dispositivi scolastici: prosecuzione dell’apertura e del rafforzamento delle Unità di Insegnamento Materno-Infantile Autismo (UEMA) e Elementare Autismo (UEEA), sostegno agli insegnanti formati e ai dispositivi TSA, nonostante le disparità territoriali. 
  • Strutturazione del settore medico-sociale: attuazione progressiva della riforma SERAFIN-PH, adeguamento dei finanziamenti secondo i percorsi e supervisione/standardizzazione delle pratiche. 
  • Sostegno alle famiglie: mantenimento del finanziamento degli interventi specializzati, con una migliore leggibilità dei percorsi. 
  • Ricerca – programma MARIANNE: coorte nazionale di monitoraggio dei bambini e delle famiglie per valutare e coordinare gli interventi TND a livello territoriale. 

 

Notizie:  

Nel novembre 2025, un emendamento al progetto di legge sul finanziamento della sicurezza sociale (Francia, 2026) ha proposto di sopprimere il rimborso delle cure che si riferiscono alla psicoanalisi o all’ispirazione analitica. L’ECF si è subito mobilitata organizzando un forum molto seguito, denunciando un attacco alla libertà di scelta delle famiglie e dei medici. Anche diverse società scientifiche e associazioni professionali hanno espresso la loro opposizione. L’emendamento è stato ritirato durante la revisione parlamentare. 

Parallelamente, è stato discusso il progetto di legge sui centri esperti in salute mentale. Destinato a formalizzare queste strutture specializzate, è stato contestato dalla maggior parte delle associazioni di pediatria e dei sindacati di psicologi, che denunciano il rischio di una psichiatria pediatrica a due velocità e la divisione tra valutazione specializzata e cure di prossimità. Per quanto riguarda l’autismo, è in programma l’espansione delle piattaforme di valutazione diagnostica, mentre le risorse destinate alle cure restano insufficienti.  

Il 12 febbraio 2026, l’Alta autorità sanitaria (HAS) ha pubblicato nuove raccomandazioni per l’autismo: la psicoanalisi, precedentemente considerata come approccio non consensuale, è ora riclassificata “non raccomandata”. La Francia diventa così l’unico paese al mondo a vietare l’approccio psicoanalitico nell’accompagnamento dei giovani autistici. 

ECF: l’azione lacaniana si svolge in modo sostenuto e impegnato dal novembre 2025, attraverso la ripresa di Lacan Quotidien e le trasmissioni di Studio Lacan destinate a illuminare e alimentare il dibattito. Una dichiarazione cofirmata da Eve Miller Rose è apparsa su Libération5 il 4 marzo 2026. Dopo la pubblicazione delle raccomandazioni HAS, il 12 marzo si è tenuto un secondo forum che ha riunito una trentina di partecipanti. La lotta per la difesa della psicoanalisi continua. 

Il Centro di Studio e Ricerca sull’Autismo (CERA): 

Cambio della direzione nel luglio 2025 (2025-2027). 

Le mattine del CERA continuano a suscitare un forte interesse dei pubblico. 

Il tema dell’anno 2025-2026 è: Parole di autistici. Insegnarsi per le testimonianze. 

Potete consultare il programma completo degli insegnamenti 2025-2026 tramite il seguente link:  

https://events.causefreudienne.org/img/cms/CERA%2025-26/Programme%20CERA%2025-26.pdf 

La rivista Quarto 141 ha pubblicato il testo dell’intervento di Éric Laurent del 14 giugno 2025, Retour sur la forclusion du S1 

 

 

Nella Escuela Lacaniana de Psicoanálisis (ELP) 

Di Jesús Sebastián 

 

In Spagna, “L’Osservatorio sulle politiche psi” dell’ELP ha continuato a prestare attenzione alle questioni relative all’autismo nell’ambito della Scuola e dello Stato. Una delle questioni che l’Osservatorio ha avviato lo scorso anno è stata il follow-up dell’iniziativa promossa dal Consiglio Generale dei Collegi Ufficiali di Medici e dal Consiglio Generale della Psicologia, chiedendo al Ministero della Salute del governo spagnolo “un’urgente regolamentazione dell’uso degli interventi psicoterapeutici, nonché della loro pubblicità, limitatamente al settore sanitario e al loro esercizio da parte delle professioni regolamentate di medicina, psicologia clinica e psicologia generale sanitaria, certificando altresì la formazione adeguata degli operatori sanitari che la praticano”6. Sappiamo che, per il momento, questa iniziativa non ha ricevuto alcuna risposta da parte del governo spagnolo. 

Uno dei compiti che ha occupato l’Osservatorio nel corso dell’anno 2025 è stata la traduzione in spagnolo del libro La Dfférence autistique, di Jean-Claude Maleval e la sua pubblicazione nell’editore GRAMA. Il supporto di Jean-Claude Maleval e di Alejandra Glaze, direttrice della casa editrice Grama, ha facilitato molto l’avvio del progetto. L’Osservatorio sulle politiche psi dell’ELP si è assunto la responsabilità di realizzare il lavoro a cui abbiamo invitato i membri dell’Equi po de traducción della Diagonal Hispanoparlante della Nueva Red Cereda di Argentina, Colombia e Spagna, e diversi colleghi bilingue dell’ECF. Il libro è uscito a novembre dello scorso anno. 

Tra le attività svolte dalla DIAGONAL HISPANOPARLANTE NUEVA RED CEREDA, durante l’anno 2025, segnaliamo quelle che, direttamente o indirettamente, hanno trattato temi relativi all’autismo: 

– Lavori di studio e preparazione della XXIII Giornata di Studio “Il bambino angosciato e i suoi oggetti”, celebrata lo scorso 28 febbraio 2026 a Barcellona. Invitata Omaira Meseguer 

– Inoltre, sono stati realizzati due Incontri Diagonale in modalità online, il 10 ottobre e il 28 novembre, con la partecipazione di Vilma Coccoz e Valeria Sommer-Dupont, sul tema proposto da Daniel Roy (Il bambino e gli oggetti). 

Anche nell’ambito delle diverse comunità dell’ELP, i diversi gruppi della Nuova Rete Cereda hanno svolto attività, di cui riportiamo quelle i cui temi riguardano l’autismo: 

La violenza: tra il sintomo e il passaggio all’atto. Come fare con l’urgenza?” Cereda Barcelona 13 gennaio, 24 febbraio 

Workshop Parliamo “Bambini istituzionalizzati“.Cereda A Coruña 28 gennaio, 25 febbraio, 1 aprile, 20 maggio, 21 ottobre e 9 dicembre  

Workshop Parliamo “Diagnosi attuali Cosa dice la psicoanalisi?”  Cereda A Coruña 1 e 8 febbraio, 15 e 18 marzo, 19 e 22 aprile, 17 e 27 maggio, 1o novembre, 10 dicembre. La costituzione soggettiva: Caso Roberto. 5 dicembre. 

Riunione congiunta dei workshop: “Diagnosi attuali” e “Bambini istituzionali“. Cereda A Coruña 7 giugno 

Laboratorio di lettura su “Clinica dell’eccesso” di Domenico Cosenza. Cereda Málaga 4 e 25 marzo, 3 aprile. 

L’invenzione del bambino di fronte all’invasione della gioia“. 6 marzo: Cereda, Alicante.  

Sogno, fantasia e delirio: la “dipendenza” dagli schermi e dai mondi paralleli. Una nuova guerra tra genitori e figli“. Cereda Barcelona. 10 marzo: 7 aprile 

Come rivestire il reale quando non opera lo spettro?”. 20 marzo: Cereda Alicante 

I bambini e il loro incontro con la gioia” Cereda Almería: 25 marzo 

Clinica dei fallimenti del fantasma“. Cereda Málaga: 19 maggio 

Il bambino e i suoi oggetti“: 

Cereda Valencia, EINDA della DHH-NRC: Presentazione del corso 2025-26, 16 settembre. Domande sul testo di Daniel Roy “I bambini e i loro oggetti“: 21 ottobre. 

Cereda Málaga. Presentazione del corso 29 settembre, 17 novembre; I bambini e i loro oggetti. “Materialità e moterialismo“: 15 dicembre. Cereda A Coruña: 2 ottobre, El caso Roberto: 27 novembre. 

Cereda Zaragoza: Encuentros Diagonal. 1o Incontro: Inaugurazione del ciclo. 4 ottobre (Elizabeth Escayola); 10 ottobre: “Quello che i bambini ci insegnano sull’oggetto” (Vilma Coccoz); “I bambini e i loro oggetti“: 13 dicembre: 

Cereda Madrid, Alicia e i suoi enigmi. “L’oggetto in M. Klein e Winnicott“. 11 novembre; “L’oggetto nella sua dimensione immaginaria a-à“: 9 dicembre; 

Cereda País Vasco. “I bambini e i loro oggetti“: 12 novembre. 

Cereda Sevilla. “Psicoanalisi e istituzioni. I bambini e i loro oggetti“: 11 dicembre 

Presentazione del libro “Parola quieta” di Elizabeth Escayola. Incontro con altri decimi. Cereda Valencia, EINDA con BOLV Valencia e TEAdir CV: 26 settembre. A Saragozza è stata presentata come attività della Biblioteca di Orientamento Lacaniana della Comunità d’Aragona dell’ELP in collaborazione con la DHH-NRC in Aragon. 

Il WORKSHOP DI STUDI SULLA PRATICA TRA VARI 2025, dell’Associazione TEAdir in Catalogna (ASSOCIAZIONE DI GENITORI, MADRI E FAMILIARI DI PERSONE CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO), ha organizzato un programma di lavoro sul tema PSICOSI E AUTISMO. IL LEGAME SOCIALE È IL SINTOMO. Così hanno proposto il loro programma di lavoro. 

Hanno proposto il loro lavoro a partire da un’indicazione di Jacques-Alain Miller nella “Conversazione di Arcachon”, dove egli afferma, a proposito dell’orizzonte verso cui punta un’istituzione che pratica tra vari: “Da dove nascono le sue invenzioni? E che cosa implica il sintagma tra più quando si tratta del reale a cui i soggetti, nelle psicosi e negli autistici, vengono confrontati?” 

E suggeriscono: “Un’istituzione guidata dall’insegnamento di Lacan può essere proposta come architettura, come struttura. Promuove sia i luoghi che i legami, così come estende alcuni possibili circuiti. Così, del passaggio del soggetto per l’istituzione, si sarebbe legato ad una supplenza del legame sociale o ad un inserimento nel discorso?” 

con il seguente programma di lavoro: ASSI TEMATICI 

Serie / Circuiti 

Struttura / Costruzione 

Luoghi / Legami 

L’inserimento nel sintomo: Partner-sintomo / Diventare partner del soggetto 

Supplenza del legame sociale / Inserimento nel discorso 

Anche quest’anno, ad aprile, l’Associazione TEAdir-Catalogna ha pubblicato il numero 9 della sua rivista L’Atelier con il titolo Una pratica dell’impossibile, tra vari. 

Dall’Osservatorio sulle politiche psi dell’ELP, seguiamo da vicino le conseguenze del cambio di approccio che recentemente, già nel 2026, è stato operato dalla Haute Autorité de Santé (HAS), in Francia, nei confronti dei trattamenti dell’autismo: la psicoanalisi, precedentemente considerata come un approccio non consensuale, è ora riclassificata come “non raccomandata” come riporta Ligia Gorini nel suo scritto. L’ECF ha reagito mobilitando un ampio e importante dibattito in lotta per la difesa della psicoanalisi di fronte a questa aggressione. È una questione che ci riguarda e deve tenerci vigili. 

 

 

Nella New Lacanian School (NLS) 

Di Marina Frangiadaki 

 

Strutture che ospitano soggetti autistici in diversi contesti da membri della NLS e membri di gruppi della NLS: 

 

ASREEP-NLS (Svizzera) 

Centro Ospedaliero Universitario Valdese (CHUV). Losanna, Svizzera 

Centro diurno CHUV. 

L’accoglienza non è esclusiva ai soggetti autistici ma il loro numero è in aumento. Diverse strutture sono attualmente in atto:  

-Una piccola scuola specializzata e un centro terapeutico (CTJE) di 18 posti, di cui l’80-90% dei bambini soffre di autismo, nonché una scuola più grande. 

-Un centro terapeutico (CPT) di 54 posti, di cui un terzo dei bambini dai 6 ai 12 anni presenta autismo. Si tratta di una scuola specializzata associata ad un luogo di cura.   

-Un ospedale di crisi e di valutazione a breve termine (CITE), luogo di accoglienza parziale, che riceve anche soggetti autistici in età prescolare e scolastica per la valutazione diagnostica e il follow-up terapeutico. 

3 membri dell’ASREEP-NLS, psichiatri e psicologi fanno parte del team in queste strutture. Il CHUV funge anche da luogo di formazione per colleghi più giovani (servizio universitario). 

Responsabili: Dr Olga Sidiropoulou, psichiatra pediatra, medico associata, membro dell’Asreep – NLS, olga.sidiropoulou@chuv.ch  

Dr. Mathilde Holvoet, pediatra, capo clinica, membro dell’Asreep-NLS, mathilde.holvoet@chuv.ch 

Frédéric Pacaud, psicologo al CPT, membro della NLS, frederic.pacaud@chuv.ch 

Centro Chablaisien di Psichiatria e Psichiatria Infantile (CCPP). Aigle, Svizzera  

Il CCPP è stato creato da membri della NLS e membri dell’ASREEP-NLS. Accoglie, tra gli altri, bambini, adolescenti e adulti affetti da autismo. 8 colleghi intervengono al gabinetto e sono membri dell’ASREEP e/o della NLS.  

Responsabili: Dr René Raggenbass, psichiatra, membro della NLS 

 rene.raggenbass@hin.ch 

Dominique Rudaz, psicologo, membro dell’ASREEP – NLS 

 dominique.rudaz@hin.ch 

Marie Trémelot, psicologo, membro dell’ASREEP – NLS 

 marie.tremelot@fsp-hin.ch 

l’Istituto Insight Discourse. Losanna e Ginevra, Svizzera 

L’istituto è specializzato in psichiatria, psicoterapia e psicoanalisi, offrendo un supporto integrativo. Il team è multidisciplinare. Comprende psichiatri e psicoterapeuti, psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti, infermieri, assistenti sociali ed educatori. In questo contesto, l’istituto offre cure per bambini, adolescenti e adulti con disturbi dello spettro autistico, tra le altre psicopatologie. 

Responsabile: Silvia Geller, psicologo, membro della NLS sg@silviageller.ch 

https://insightdiscourse.com/autisme/ 

 

GIEP-NLS (Israele) 

PART. Tel Aviv, Israele  

Il nome dell’unità è PART, acronimo di Psicosi, autismo, ricerca e trattamento (psicose, autismo, ricerca e trattamento). PART è il risultato di una collaborazione tra la Sezione Clinica Dor-a di Tel Aviv e l’ospedale. Si tratta di un’unità clinica che accoglie i pazienti e di un luogo dove i medici di orientamento analitico, interessati al lavoro istituzionale, possono seguire una formazione di due anni.  

Una collaborazione con Le Courtil è stata stabilita.  

I medici di PART sono tutti in analisi. Non sono membri del GIEP ma partecipano alle attività del GIEP e della Sezione Clinica: Dorit Loew Goldberg, Elizabeth Tamir, Lihi Goldman, Orly Parente, Ronit Asaban Varda Blonder, Ryvki Gilbert. 

La formazione nell’unità comprende presentazioni di casi clinici, che si svolgono sotto l’egida del seminario clinico di Dor-a. 

 https://dor-a-lacan.com/?page_id=252 

L’unità PART è stata creata nell’ambito di una clinica ambulatoriale chiamata “Keshet” (in ebraico: arcobaleno) presso l’ospedale Sheba. La popolazione ospitata al ” Keshet ” è costituita da adulti che hanno ricevuto una diagnosi di autismo. L’unità riceve pazienti dalla clinica Shahar per i giovani dopo una prima crisi psicotica. 

Responsabile: Liat Schalit (PhD), psicologo, membro della NLS, direttore dell’Unità PART, liatschalit@gmail.com 

 

ICLO-NLS (Irlanda) 

Space2be. Naas, Ireland 

Space2be è un servizio terapeutico per bambini e adolescenti con gravi difficoltà nel legami sociale. Riceve bambini e adolescenti con diagnosi di autismo, disturbi mentali o disabilità. Il team lavora con la la pratique à plusieurs. È stato svolto un importante lavoro clinico con i genitori. 

Supervisione: Space2be dispone di un Consiglio Consultivo (CC) proposto da Daniel Roy nel 2023. I membri del Consiglio sono: Neus Carbonell (rappresentante NLS), Iván Ruiz (rappresentante TEAdir), Sheila Power (rappresentante ICLO-NLS) e Bruno de Halleux (rappresentante Antenne 110). Antichi membri: Ève Miller-Rose (rappresentante del Campo freudiano), Yves Vanderveken (rappresentante di Le Courtil). Il CC si riunisce in media due volte all’anno. La squadra fa delle supervisioni settimanali con un membro della NLS e dell’AMP.  

Si organizzano gruppi di lavoro mensili per leggere e tradurre articoli sull’autismo. Si organizzano incontri clinici con la partecipazione dei membri dell’AMP come extimi.  

Il team Space2be: L’ICLO-NLS è composto da tre membri: Cecilia Saviotti (fondatrice, direttrice terapeutica e clinica), Nefeli Papadaki (coordinatrice terapeutica e clinica) e Mercedes Sanchez Granel (clinica). Medici in formazione e amici di ICLO-NLS partecipano come volontari. Il team permanente conta otto membri, tutti in analisi con un membro dell’AMP. Quest’anno è previsto uno scambio di lavoro con TEAdir. Il Ministero per l’infanzia, la disabilità e l’uguaglianza ha stanziato fondi per organizzare campi estivi per i bambini di Space2be. 

Responsabile: Cecilia Saviotti, psicologa, direttrice terapeutica, membro dell’ICLO-NLS ceciliasaviotti@gmail.com 

 

Société Bulgare de Psychanalyse Lacanienne (SBPL) 

Associazione “Bambino e Spazio” Sofia, Bulgaria 

L’associazione “Bambino e spazio” gestisce nove servizi sociali a Sofia e Ruse, tra cui quattro istituti residenziali e cinque centri diurni. Questi servizi accolgono bambini e adolescenti con autismo, disabilità, gravi disturbi mentali, diverse forme di sofferenza psichica e difficoltà nel legame sociale. Le squadre utilizzano per il loro lavoro terapeutico strumenti psicoanalitici orientati dall’insegnamento di Jacques Lacan e Jacques-Alain Miller. Il team terapeutico è composto da Blaga Banova, Maria Kuzmanova, Anna Ancheva e Anette Marinova (membri di BSLP).   

Uno dei sei servizi – il Centro di integrazione e riabilitazione sociale (centro diurno)  

” Hedgehogs ” a Sofia è diretto da Blaga Banova, psicologo.  

La supervisione del team a Ruse è affidata alla dottoressa Biliana Mechkunova, psichiatra infantile,membre de la NLS e Milena Popova, psicologa, membro della SBPL. 

Responsabili: Vessela Banova, psicologa clinica, membro della NLS. vbanova@gmail.com 

 

Centro di salute mentale per bambini e adolescenti. Ruse, Bulgaria 

Il Centro di Salute Mentale (CSM) per bambini e adolescenti è un servizio di psichiatria infantile ambulatoriale situato a Ruse. L’orientamento lacaniano è attuato dal lavoro clinico di Bilyana Mechkunova e Milena Popova in consultazioni e interventi a breve termine con bambini, adolescenti e genitori. Il CSM mantiene stretti rapporti di lavoro con il Centro per l’integrazione e la riabilitazione sociale che condivide lo stesso locale. 

Responsabile: Bilyana Mechkunova, psichiatra infantile, membro della NLS. bmechkunova@gmail.com 

 

Istituzioni sociali in cui l’orientamento lacaniano è introdotto dalla supervisione di membri della NLS e della BSLP: 

Centro diurno per bambini autistici a Gabrovo – supervisione da parte di Dessislava Ivanova, psicologo, membro della NLS, tzveta33@abv.bg  

Istituti residenziali per bambini e ragazzi disabili a Kazanlak e Kyustendil – supervisione da parte di Raya Vencislavova, psicologo, membro BSLP, rayadmtrv@gmail.com 

Centro diurno per bambini autistici a Varna – supervisione da parte di Vessela Banova, membro della NLS, vbanova@gmail.com 

Centro sociale di riabilitazione e reintegrazione che si occupa dei bambini autistici a Varna. Supervisione di Vessela Banova e Anna Ancheva/psicologa, membro della SBPL 

Centro diurno per bambini e adolescenti con disabilità I girasoli accolgono autistici gravi. Supervisione da parte di Vessela Banova 

Centro sociale di riabilitazione e reintegrazione a Veliko. Supervisione da parte di Vessela Banova. 

Centro diurno per bambini autistici a Gabrovo. Supervisione da parte di Dessislava Ivanova, psicologa, membro della NLS,  

Centro di assistenza gestito dall’associazione Istituto delle attività sociali a Sofia. Supervisione da parte di Anguelina Daskalova, psicologa e membro della SBPL. 

 

Société Hellénique de la NLS (SH-NLS), Grecia 

Servizio di Psichiatria per adolescenti e giovani dell’Ospedale Generale di Atene “G. GENNIMATAS” Atene, Grecia 

Ospedale di giorno e Consultazioni ambulatoriali: Accoglienza di adolescenti e giovani fino all’età di 23 anni, psicotici e autistici.                                                  Responsabile: Dr Epaminondas Theodoridis, medico psichiatra, Capo del Servizio, membro della NLS, etheodor@otenet.gr 

Unità polivalente di assistenza infermieristica in salute mentale della reggione della Attica “Dafni”. Atene, Grecia. Collegio speciale per adulti con autismo grave e/o ritardo mentale (11 persone). 

Responsabile: Eleni Molari, medico psichiatra, membro della NLS 

 

Société Noeud Borroméen de la NLS (SNB), Grecia 

Centro di accoglienza per adulti psicotici e autistici. Atene, Grecia. Maria Spanou, psicologa, responsabile del Centro, membro della SNB 

spanoumaria@msn.com 

Marina Frangiadaki, psicologa, membro della NLS, assicura la supervisione della squadra. frangiadaki@icloud.com 

Scuola speciale per bambini psicotici e autistici. Creta, Grecia 

Ioanna Verigaki, psicologo, membro della NLS verigaki@yahoo.gr 

 

Lacanian Compass, Stati Uniti 

Thomas Svolos, psychiatre, membre de la NLS. Interventions au centre médical de l’Université Creighton à Omaha, Nebraska qui accueille des autistes. tsvolos@outlook.com  

 

Initiative-Albanie 

Qendra Komunitare Multidisiplinare (Centro Comunitario Multidisciplinare) Tirana, Albania 

Centro diurno che accoglie bambini psicotici e autistici.  

Collega interveniente: Sonilda Barjamaj, psicologo (ex tirocinante del Courtil), membro dell’Iniziativa Albania,  sonildabarjamaj11@gmail.com 

 

 

Nella Scuola Lacaniana di Psicoanalisi (SLP) 

Di Mateo De Lorenzo  

 

Nel 2018 sono stato invitato a organizzare il lavoro dell’équipe di una piccola Associazione “storica” di Roma – Ciampacavallo – che si occupa di disabilità intelletiva e comportamentale, in particolare di soggeti psicotici e autistici gravi, espulsi da tuti i centri “tradizionali”; si trata di casi di giovani e adulti cronici e “intratabili”.  

La condizione da me posta era usare l’orientamento della psicoanalisi di Freud e Lacan e in particolare i contributi su Pratique en équipe e su Pratique à plusieurs 

L’Associazione, già dal 2018, ha autorizzato formalmente questo orientamento, adotandolo. 

 

Nel giro di pochi mesi c’è stato un rapido susseguirsi di eventi che mi ha consentito di fondare CasaCiampa, un secondo centro diurno, che è stato accreditato dalla Regione Lazio e convenzionato da Roma Capitale e i cui documenti istitutivi ufficiali fanno riferimento al Campo freudiano e alla psicoanalisi applicata. Dunque la “metodologia ufficiale”, approvata dalla Regione Lazio e da Roma Capitale, è la Pratique à plusieurs 

Questo è un caso unico in Italia.  

Dal 2019 sono presidente dell’Associazione. Negli anni abbiamo vinto numerosi Bandi pubblici e cambiato il nostro modo di praticare, orientandoci con la psicoanalisi.  

Ciampacavallo ha più di 1200 soci e si occupa regolarmente di quasi 700 persone con disabilità varie, di cui quasi 400 persone con psicosi e/o autismo grave.  

Nel 2023 abbiamo fondato una Cooperativa sociale, CiampaCoop, per poter regolarizzare la posizione contratuale degli operatori e operatrici. Tra le altre cose, abbiamo vinto un Bando otenendo l’assegnazione di un’altra Casa Cantoniera della Regione Lazio. A Casa Fontana abbiamo, dopo il lavoro di restauro, fondato una casa di semi autonomia per avviare residenze de-istituzionalizzate e de-medicalizzate di persone con autismo e disabilità intelletiva, nell’ambito della Legge nazionale 112/2016 “Dopo di noi”.  

La realtà Ciampacavallo (Associazione e Cooperativa) è cresciuta molto: oggi ha un bilancio solido, 3 sedi (un centro diurno indoor, un centro diurno outdoor e una casa di semi-autonomia), diversi veicoli, dispone di numerosi laboratori, due palestre, una fatoria sociale con diversi animali e un grande maneggio con 26 cavalli e pony.  

L’équipe è composta da circa 60 persone: psicologi, educatori, operatori sociali, agronomi, artigiani, istrutori di equitazione. Si tengono diverse riunioni cliniche setimanali e incontri di supervisione mensili. La formazione dell’équipe è orientata dalla psicoanalisi del Campo freudiano e incentrata su testi di diversi autori (in particolare Di Ciaccia, Baio, Egge, Stevens, De Halleux, Zenoni, Laurent; ovviamente Freud, Lacan e J.-A. Miller). Accogliamo tirocinanti dalle diverse facoltà di Psicologia di Roma e allievi dell’Istituto freudiano di Roma. 

Le persone che frequentano Ciampacavallo vengono accolte – uno-per-uno – e progressivamente coinvolte nel lavoro quotidiano che si articola in gruppi di lavoro e in ateliers clinici. Organizziamo regolarmente gite, weekend e soggiorni, come anche eventi culturali, sportivi e artistici.  

La mia posizione di “almeno uno” che ha tenuto fermo il timone sulla direzione del Campo freudiano per questa, ormai grande, realtà del Sociale di Roma ha generato dei movimenti importanti verso la psicoanalisi: cioè con questo desiderio in gioco si è prodoto l’avvio di formazioni analitiche di alcuni membri dell’équipe. Oggi ci sono diversi allievi dell’Istituto freudiano di Roma e persone in formazione analitica che operano, insieme a me, nelle varie atività e struture di Ciampacavallo. Alcuni di noi partecipano inoltre alle atività di un gruppo di lavoro della rete italiana del Campo freudiano BIP2 (Bambino Inconscio Psicoanalisi e Politica), rete che si orienta al lavoro dell’Institut psychanalytique de l’Enfant du Champ freudien 

La mia funzione è servita e serve anche, in estensione, a fare tenuta presso l’Altro Sociale che ormai conosce e riconosce Ciampacavallo come “bene comune” e come orientato dal discorso analitico. Ciampacavallo intratiene oggi contati personali di stima e di fiducia con la Ministro della Disabilità, con gli Assessori alle Politiche sociali della Regione Lazio e del Comune di Roma, oltre alle figure locali (politiche e amministrative/operative) dei diversi Municipi della Cità.  

Ovviamente circa la mia funzione, in intensione, si trata di tenere mobili i quatro discorsi all’interno dell’Istituzione che per natura tende a “richiudersi” e sopratuto mantenere vivo il desiderio di lavoro con la psicoanalisi.  

Come contributo pubblico al Sociale, Ciampacavallo può sostenere che stiamo dimostrando, grazie alla psicoanalisi di Freud e di Lacan, un diverso modo di praticare l’inclusione sociale; tema che è stato ripensato e praticato da noi come condizione legata all’uno-per-uno e basata sulla clinica del soggeto, anche – e sopratuto – quando del soggeto non “sembra” esserci traccia (per esempio quando l’autismo è molto chiuso).  

Da diversi anni mi coordino con altri colleghi (Manuele Cicuti, Gregorio Di Ciaccia, Emanuele Tacchia, Alberto Tuccio – membri e partecipanti SLP-Cf) che dirigono istituzioni fuori Roma e a Milano, in un lavoro inter-istituzionale per la Sezione Clinica di Roma, coordinato e supervisionato da Antonio Di Ciaccia. Si trata di un gruppo di studio, a cadenza mensile, a cui partecipano ogni volta circa un centinaio di operatori, tirocinanti e allievi dell’Istituto freudiano di Roma e Milano e in cui, a turno, ciascuna delle Istituzioni presenta un caso che viene discusso dalle équipes con il commento di Antonio Di Ciaccia. 

Jesús Sebastián, con la collaborazione di Xavier Giner (ELP), Anaëlle Lebovits-Quenehen y Ligia Gorini (ECF), Patricia Bosquin-Caroz y Marina Frangiadaki (NLS), Amelia Barbui y Mateo De Lorenzo (SLP). 

jsebastianb@telefonica.net 

Preliminari alla ripresa, Laura Sokolowsky

Preliminari alla ripresa

Laura Sokolowsky

Cari colleghi e amici della psicoanalisi,

Vi porgo i miei migliori auguri per questo inizio d'anno all'insegna della lotta presente e futura per difendere il nostro orientamento, le nostre pratiche e le nostre istituzioni.

Vi porgo i miei migliori auguri per questo inizio d'anno all'insegna della lotta presente e futura per difendere il nostro orientamento, le nostre pratiche e le nostre istituzioni. Abbiamo il dovere di unire le nostre forze per denunciare la visione scientista e tecnocratica del mondo imposta da decenni al campo della salute mentale.

Freud riteneva che la psicoanalisi non fosse una visione del mondo da includere nella scienza. Secondo lui, bisognava evitare di separare la psicoanalisi dal suo terreno fertile, ovvero la ricerca, lo studio paziente dei fattori inconsci e la costante verifica della teoria attraverso la clinica. Se un caso mette in discussione la teoria, è la teoria che deve essere modificata e ripensata. L'opera freudiana si basa sul principio che il sintomo del soggetto è refrattario alla sua riduzione diagnostica e che ci sarà sempre un residuo non assimilabile, un trauma, che sfugge alla simbolizzazione.

Quando ci viene opposto, a volte con astio, l'argomento popperiano della non confutabilità della psicoanalisi, si ignora che essa è in continua reinvenzione, che si trasforma ad ogni seduta, ad ogni controllo, durante ogni nostra giornata di studio. Ecco perché la psicoanalisi è così viva: progredisce costantemente. Non impone verità apparentemente oggettive ottenute per consenso e raccolte di dati passati al vaglio dell'intelligenza artificiale. Ci accusano di ignorare la scienza? Bene, parliamone! Credere che l'imaging, le molecole o i metodi di stimolazione cerebrale possano sconfiggere il sintomo è l'illusione di una medicina basata su prove inconfutabili. È il bue che dice cornuto all'asino.

Freud riteneva inoltre che ciò che avrebbe danneggiato la psicoanalisi fosse la sua trasformazione in tecnica terapeutica, ovvero la sua assimilazione nella medicina. Da qui il suo ostinato rifiuto, fino alla fine dei suoi giorni, di riservare la pratica analitica esclusivamente ai medici. La sua lungimiranza è evidente: dobbiamo stare attenti a non ridurre la psicoanalisi ai soli effetti psicoterapeutici per dimostrarne l'efficacia. È proprio su questo terreno che i nostri detrattori ci attendono con la speranza di darci il colpo di grazia.

Di conseguenza, spetta a noi sapere da dove veniamo e dove stiamo andando. Jacques-Alain Miller lo ha recentemente sottolineato: quale Scuola vogliamo? La via che io difendo è quella della psicoanalisi che Freud e Lacan ci hanno lasciato in eredità, quella che cura senza mirare in primo luogo all'eradicazione del sintomo. Di conseguenza, è nel campo dell'intelligenza analitica del sintomo, del suo rapporto con la pulsione, del suo reale, che non dobbiamo cedere nulla. Ne va del futuro del nostro orientamento, al contrario di quanto sostiene il discorso del padrone. È di questo futuro che oggi siamo collettivamente responsabili, essendo questo collettivo composto da voci singolari dalle quali ci si aspetta un contributo al dibattito.

Questo dibattito è stato avviato all'inizio di dicembre su ECF Messager con un testo relativo a una pubblicazione giornalistica che, col senno di poi, appare di importanza relativa rispetto alle grandi sfide dell'azione lacaniana. Lo stesso dibattito proseguirà lungo due assi: quello della resistenza e della controffensiva nei confronti dei nostri detrattori; quello dell'esame e della ridefinizione delle finalità e delle missioni della Scuola.

In questa doppia prospettiva, ho il piacere di annunciare qui la ripresa di Lacan Quotidien sotto forma di bollettino elettronico della dell’École de la Cause freudienne, diffuso da ECF Messager. Infatti, le offensive legislative contro la psicoanalisi ravvivano la necessità di questa pubblicazione online. Si tratterà di informarsi e discutere delle sfide scientifiche, politiche o culturali implicate dagli attuali tentativi di riconfigurazione della pratica clinica. Alcune esperienze sul campo interesseranno anche i lettori di Lacan Quotidien. Si tratterà ancora una volta di reinventare la Scuola che trasmetteremo alle generazioni future, con lucidità e coraggio.

Lacan Quotidien sarà diretto da me stessa in qualità di presidente dell'ECF. Il coordinamento della redazione sarà assicurato da Angèle Terrier. Ève Miller-Rose sarà redattrice capo.

La battaglia che ci attende sarà dura, Lacan Quotidien sarà la nostra sentinella.

Cordiali saluti,

Per inviare i vostri contributi a Lacan Quotidien
- testo in formato Word, carattere Georgia, dimensione 12, interlinea 1, giustificato
- massimo 3500 caratteri (spazi inclusi)
- oggetto dell'e-mail e nome del file: LQ + COGNOME Nome
- inviare il documento a Laura Sokolowsky e Ève Miller-Rose: redazione
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laura.sokolowsky@gmail.com
eve@lacanquotidien.org

Pubblicato su Lacan Quotidien il 05 gennaio 2026
Tradotto dal francese de Serena Guttadauro
Riletto da Cinzia Crosali

Un’intersoggettività fittizia, Patricia Bosquin-Caroz

Un’intersoggettività fittizia

Patricia Bosquin-Caroz

Alla fine del 2025 scoprivamo, sbigottiti, la proliferazione di centres experts (centri specialisti) all’interno della psichiatria pubblica francese. Finanziati dalla fondazione FondaMental, partner privilegiato dello Stato e promotrice di una psichiatria biomedica “data-driven”, questi centri si inseriscono nel quadro dei programmi PERP (Programme et équipement prioritaire de recherche – Programma e attrezzature prioritarie di ricerca) e PROPSY (Programme en psychiatrie de précision – Programma di psichiatria di precisione). La loro missione consiste nel raccogliere dati, produrre nuove diagnosi ed elaborare modelli predittivi destinati a essere applicati alla popolazione attraverso un altro programma, French Minds.

À elle seule, l’énumération de ces dispositifs donne le vertige! Αu-delà de sa structure en réseaux et de son maillage territorial, ce projet inquiète par l’idéologie qui le soutient: un scientisme assumé, rendu opérant par de nouvelles avancées technologiques. En effet, seule l’intelligence artificielle (IA) permet de brasser une telle quantité de données indispensables à leur mise en place. Aujourd’hui, on aperçoit l’ampleur de son implication dans le domaine public de la santé mentale et conjointement dans le secteur privé des psychothérapies

Da sola, l’enumerazione di questi dispositivi dà le vertigini. Al di là della sua struttura a rete e del suo radicamento territoriale, questo progetto suscita inquietudine per l’ideologia che lo sostiene: uno scientismo dichiarato, reso operativo da nuove conquiste tecnologiche. Infatti, solo l’intelligenza artificiale (IA) consente di elaborare una tale quantità di dati, indispensabili alla loro implementazione. Oggi si intravede l’ampiezza del suo coinvolgimento nel settore pubblico della salute mentale e, congiuntamente, nel settore privato delle psicoterapie. Negli Stati Uniti, l’uso privato dell’IA si è rapidamente esteso alla valutazione dello psicoterapeuta, e persino dello psicoanalista.

Ma di quale soggetto si tratta, e di quale sapere?

Poiché l’IA si presta volentieri all’indagine, l’ho consultata, tramite un’applicazione ad hoc, a proposito di un certo numero di termini evocati nel nostro dibattito. La sua capacità di raccogliere e ordinare istantaneamente le informazioni colpisce: è questo il suo versante big data. Ma talvolta si scopre un’altra delle sue prestazioni, quella detta “generativa”, incarnata da modelli come ChatGPT. L’IA non si limita a restituire un sapere esistente: lo genera, dando al contempo l’illusione di essere umana. Riporta le sue conoscenze, risponde alle domande, si rivolge al suo interlocutore con un tono affabile, acconsente («Lei ha ragione»), concede se si contraddicono le sue affermazioni («Giustissimo»). Rettifica le informazioni errate quando la si contesta, se ne scusa, si corregge, si adatta, «si auto-educa». Così facendo, vi cattura nell’illusione di un’intersoggettività.

Come afferma Luc Ferry: «È del resto esattamente questo che stupisce nelle loro prestazioni, tanto che talvolta si fatica a comprendere come una macchina possa assomigliare a tal punto a un essere umano intelligente (1)».

Ma l’IA non parla né pensa. Essa imita il soggetto pensante, cosciente e trasparente a se stesso. Al pari del discorso della scienza, il suo sapere è senza soggetto. Funziona in modo acefalo: rimescola, incrocia, connette tra loro dei significanti. Anche le domande che le vengono rivolte si aggiungono ai flussi di dati incessantemente raccolti, codificati e poi reintegrati nel sistema.

Efficiente e illusoria, l’IA non ci farà tuttavia dimenticare che essa non è priva di agenti: i suoi programmatori e decisori. Adepti di un «populismo scientista», costoro misconoscono l’apporto della psicoanalisi: «il soggetto non parla per dire i suoi pensieri […] è il fatto che egli parli [–] cioè che emetta quei suoni aspri o soavi che si chiamano il materiale del linguaggio – ad aver determinato innanzitutto il cammino dei suoi pensieri (2)».

Dialogo con l’IA su French Minds

A titolo di esempio, riprendiamo qui di seguito un dialogo con la macchina IA. Tra stato oggettivo delle conoscenze e interlocuzione fittizia, vi si potrà leggere il suo orientamento scientista (in particolare nei passaggi in corsivo).

Domanda – Che cos’è French Minds?

IA – French Minds non è né una società di consulenza, né un think tank di opinione, né un dispositivo di consultazione psicologica, ma il nome di una grande coorte di ricerca scientifica francese in psichiatria, collegata al programma nazionale di ricerca PEPR-PROPSY.

Di carattere nazionale, prospettica, multicentrica e longitudinale, essa mira a seguire pazienti affetti da disturbi psichiatrici gravi al fine di raccogliere in modo approfondito dati clinici, biologici, di imaging e digitali, e di identificare profili omogenei e dimensioni transnosografiche (al di là delle categorie diagnostiche tradizionali).

Domanda — E poi?

IA — French Minds è sostenuto dal piano France 2030 ed è diretto da istituzioni quali l’Inserm, il CNRS, la fondazione FondaMental e numerosi centri ospedalieri universitari. L’obiettivo generale è far progredire la ricerca in psichiatria superando i limiti delle classificazioni diagnostiche tradizionali e aprendo la strada a nuove strategie terapeutiche più personalizzate.

Domanda — Si tratta di un’impresa di sostituzione dei professionisti della salute?

IA — French Minds è al servizio della ricerca, non della cura. Non è concepito per aiutare una persona in particolare, ma per produrre conoscenze sui disturbi psichiatrici a partire da grandi coorti. French Minds non lavora con la parola singolare, trasforma i pazienti in dati comparabili, ricerca profili, correlazioni, biomarcatori e mira a modelli predittivi. In altri termini, fa scienza di popolazione.

E l’IA precisa:

French Minds non si sostituisce agli attuali professionisti della salute mentale, poiché essi operano su piani eterogenei.

Domanda — French Minds rientrerebbe dunque nella predizione e nella gestione su scala delle popolazioni?

IA — La sua formulazione è corretta, ma merita di essere precisata per evitare una scorciatoia ideologica.

  1. Sì, in parte, French Minds rientra nella predizione e nella gestione su scala delle popolazioni nel senso biomedico e amministrativo contemporaneo. French Minds mira esplicitamente a: prevedere traiettorie (ricaduta, cronicizzazione, remissione); prevedere le risposte ai trattamenti; identificare profili a rischio.
    Questa predizione non riguarda una persona singolare, ma probabilità ricavate a partire da gruppi comparabili.
  2. Sì: questo fa parte di una gestione delle popolazioni. In senso stretto (e foucaultiano), ci troviamo effettivamente in una logica di biopolitica: raccogliere dati massivi, classificare secondo profili, orientare i percorsi, ottimizzare l’allocazione delle risorse.
  3. French Minds produce strumenti di sapere per decisori politici, ricercatori e clinici, che potranno (o meno) essere tradotti in politiche pubbliche. La gestione è indiretta, mediata dal sistema sanitario.

E il cerchio si chiude: French Minds è a valle ciò che PROPSY è a monte.

L’IA aggiunge:

Non si tratta di un complotto, ma del normale modo di governare la sanità oggi.

Da dove proviene questo termine «complotto»? Senza dubbio è attinto dal discorso corrente e ostile nei confronti della psicoanalis (3), e non il contrario!

E l’IA di mettere i puntini sulle i:

Là dove la vostra intuizione è veramente giusta, il progetto French Minds segna uno spostamento del centro di gravità: dal colloquio singolare al dato, dalla clinica alla modellizzazione, dal caso alla coorte. Questo spostamento è reale e dichiarato. È precisamente per questo che può entrare in tensione con: la psicoanalisi, le pratiche fondate sulla parola e ogni clinica del singolare.

La questione non è: «è un male?» ma: «fino a che punto si lascia che questa logica organizzi la cura? che cosa diventa il soggetto in un sistema guidato dalla predizione? quali pratiche vengono marginalizzate o rese invisibili?». Si tratta di interrogativi legittimi, non ideologici.

Ed eccoci legittimati! Ma non illudiamoci: la macchina intelligente ha ovviamente integrato nel proprio sistema il punto da cui viene interrogata ed è programmata per rispondervi. Tutto finisce per essere inghiottito in questo sapere senza falla.

Eppure, qualcosa sfugge a questo sapere tutto che non potrà mai essere calcolabile, nemmeno da una macchina intelligente come l’IA: l’effetto di soggetto. Se, in un’analisi, il soggetto ottiene la rimozione dei suoi sintomi, vi è, dice Lacan, "nella posizione del soggetto qualcosa di irriducibile, che è ben nominabile – l’impotenza a sapere tutto" (4)». Da qui la domanda: che ne è del ritorno nel reale di questa parte incalcolabile per l’IA?

Pubblicato su Lacan Quotidien il 13 gennaio 2026
Tradotto dal francese da Marco Androsiglio
Riletto da Cinzia Crosali


(1) Ferry L., IA: Grand remplacement ou complémentarité?, Paris, L’observatoire, 2025, p.55.
(2) Lacan J., Le Séminaire, livre XII, Problèmes cruciaux pour la psychanalyse, texte établi par J.-A. Miller, Paris, Seuil/Le Champ freudien, 2025, p.79-80.
(3) Souligné récemment par Laura Sokolowsky.
(4) Lacan J., Le Séminaire, livre XV, L’Acte psychanalytique, texte établi par J.-A. Miller, Paris, Seuil/Le Champ freudien, 2024, p.236.

Ciò che resiste in psicoanalisi, Lilia Mahjoub

Ciò che resiste in psicoanalisi

Lilia Mahjoub

Nel dibattito, che si è aperto nella Scuola e che ha preso una nuova direzione, rilevo quello che Jacques-Alain Miller sottolinea, e cioè che « può darsi che la psicoanalisi venga infine eliminata in Francia, e che lo stiamo capendo in questo momento ». Questo fatto ci arriva dall’esterno: se la prendono di nuovo con la psicoanalisi.

E’ chiaro che, visto quello che se ne dice, la difesa della psicoanalisi è d’obbligo, ma la difesa non è sufficente a rispondere alle domande sollevate da Jacques-Alain Miller: « Cosa vuola la Scuola? E innanzitutto: Quale Scuola vuole essere la Scuola? ».

Per rispondere alla seconda domanda, ritorniamo sull’oggetto della Scuola, cioè la psicoanalisi, e su ciò che ne è dall’oggetto della psicoanalisi. L’annuncio della prossima pubblicazione del Seminario di Lacan è provvidenziale. La sua lezione d’apertura venne pubblicata negli Scritti con il titolo: « La scienza e la verità » e le prime linee esaminano lo statuto del soggetto che Lacan ha fondato nel suo Seminario dell’anno precedente.

Già dai primi seminari, al momento del suo ritorno a Freud, per Lacan il soggetto era già l’oggetto della sua elaborazione. Nel 1955, egli enunciò che « Il soggetto non è nessuno » [1] , e trattò uno dei suoi allievi di «piccolo idolatra », poiché questi nella sua presentazione entifico’ il soggetto fino a idolificarlo, e questo, per averlo rappresentato con un linguaggio eccessivamente figurativo.

E’ una tendenza dura a morire, dobbiamo farci sempre attenzione. Questo può essere immediatamente evidente leggendo testi clinici od anche testi che si rivolgono al grande pubblico.

Ma i testi in questo dibattito, in particolare quello di Hervé Castanet, ricordano tra l’altro che «un soggetto non è un individuo», quello che Lacan annuncio’ nella sua allocuzione, all’apertura di una riunione al PLM Saint-Jacques, sabato 15 marzo 1980, ovvero dopo la sua lettera di dissoluzione del 5 gennaio. Questa allocuzione venne pubblicata nel giornale Le Matin.

Il soggetto dell’elaborazione di Lacan non è il soggetto della filosofia, e se Lacan dice, nel «La scienza e la verità», che è quello della scienza, è perche il soggetto vi è forcluso. L’oggetto della psicoanalisi, è allora la funzione dell’oggetto a « va inserito, [...], in quella divisione del soggetto grazie a cui si struttura in modo del tutto particolare, [...] il campo psicanalitico. » [2]

Lacan non ha mai abbandonato la sua definizione del soggetto come effetto del significante. Disse che l’obiettivo del suo insegnamento «è di formare degli psicoanalisti all’altezza della funzione che viene chiamata soggetto » [3] e che questa funzione era già presente in Freud.

Ma ci sono anche altri significanti della psicoanalisi che si indeboliscono, si riducono, perdono la loro forza d’impatto. Per esempio, l’uso del concetto di pulsione. Ad un’epoca, erano i termini di istinto, d’eccitazione e d’impulso che venivano utilizzati anche nelle traduzioni dei testi di Freud. Freud stabili’ con precisione la differenza tra pulsione ed eccitazione, dove quest’ultima fa riferimento alla fisiologia. Così come il termine di istinto è una risposta nell’animale all’emergenza di certi segnali. Oggi, il termine di pulsione è passato nel linguaggio comune senza che se ne stabilisca la differenza che si è prodotta dopo la scoperta freudiana della rimozione e dell’inconscio.

In effetti le pulsioni non sono una quantità misurabile, ovvero un troppo o un non abbastanza di godimento pulsionale, cioè sessuale, ma un montaggio a quattro termini. Le pulsioni non sono assimilabili al comportamento dell’individuo. Non è la società e i suoi modi di repressione, come l’educazione o la chimica farmacologica che possono agire su di esse, ma la rimozione e la differenza è enorme. Le pulsioni del soggetto si legano ai significanti della domanda e possono cosi esercitarsi sui bordi del corpo. Possiamo credere ad un mondo dove le pulsioni si ridurrebbero, si ordinerebbero, si calmerebbero per il semplice fatto del posto che è dato loro nella parola in psicoanalisi? Non sarebbe sufficente, perché se c’è la rettificazione quanto al dispiegamento della pulsione, ovvero le sue andate e ritorni, c’è bisogno anche dell’interpretazione e del taglio. Questo perché, la spinta costante della pulsione non è simbolizzabile.

Cosi, come lo formula Freud, « la pulsione non agisce mai come une forza d’urto momentanea, bensi sempre come una forza costante » [4] . Lacan fa valere questo aspetto, precisando in effetti che la pulsione non ha un ritmo come può averne una funzione biologica, « essa non ha [...] né giorno né notte, né primavera né autunno, né salita né discesa » [5] , perché è una forza costante, e questa costanza è «un elemento del reale » [6] .

Basterà ricordare il rigore dei concetti freudiani e lacaniani, forgiati dall'esperienza analitica, per impedire la scomparsa della psicoanalisi? Se i concetti circolano e sono declassati nel discorso comune, è questa una ragione per disinteressarsene e pensare che bisognerebbe sostituirli con dei significanti moderni che circolano attualmente nella società? I concetti richiedono che lo psicoanalista se ne interessi ma non certo che se ne serva per adattare il suo discorso.

C’è comunque qualcosa che resiste nella psicoanalisi, malgrado le critiche o gli imbonimenti di cui è afflitta. Si tratta per gli psicoanalisti di accontentarsene o piuttosto come Lacan invita a farlo, di sapere di cosa si tratta?

La psicoanalisi è un sintomo di cui la società e gli altri discorsi vorrebbero sbarazzarsi, ma essa ha in sé un reale, un reale che è la parte irriducibile di questo sintomo. È questo reale che resiste e che mantiene la risolutezza della psicoanalisi. Infatti essa, contrariamente agli altri discorsi, non vuole sbarazzarsi né del reale, né del sintomo, ed è qui la condizione della sua sopravvivenza. È anche questo che ci si puo’ attendere dallo psicanalista.

Pubblicato il 21 dicembre in LA SCUOLA DIBATTITO 14
Traduzione Ombretta Graciotti
Riletto da Cinzia Crosali


[1] Lacan J., Il Seminario, libro II, L’io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicoanalisi, testo stabilito da J.-A. Miller, ed.ita. a cura di G. Contri, Torino, Einaudi, 1991, p. 70.
[2] Lacan J., «La scienza e la verità», Scritti, Torino, Enaudi, 1974, p. 868. 863.
[3] Lacan J., « Posto, origine e fine del mio insegnamento », [1967], in « Il mio insegnamento e io parlo ai muri », a cura di A. Di Ciaccia, Roma, Astrolabio, 2014, p. 43 58.
[4] Freud S., «Pulsioni e loro destini», in Metapsicologia, Vol. 8, Introduzione alla psicoanalisi e altre opere (1915-1917), Torino, Bollati Boringhieri p. 3471 14.
[5] Lacan J., Il Seminario, libro XI, I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi, testo stabilito da J.-A. Miller, ed. Ita. A cura di A. Di Ciaccia, Biblioteca Einaudi, Torino, 2003, p. 168.
[6] Lacan J., Ouverture des Journées de l’EFP, avril 1975, Les lettres de l’école freudienne, n°18. p. 7.

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